RELAZIONE
DEL PRESIDENTE ALL'ASSEMBLEA CONGRESSUALE
Per una "Governance Mondiale". »»»
La Valle d'Aosta che vogliamo. »»»
Dalla Bottega all'Impresa. »»»
Il nostro obiettivo strategico. »»»
Promuovere e rafforzare l'Imprenditoria diffusa per
promuovere e rafforzare la Valle d'Aosta. »»»
Una fase di grandi cambiamenti legislativi. »»»
Tunnel del Monte Bianco. »»»
Il Patto per lo sviluppo. »»»
La "Chambre". »»»
Il brutto anatroccolo è diventato una "gioiosa
macchina da guerra". »»»
Per una "Governance
Mondiale".
Il 28 e 29 marzo scorsi, la Valle d'Aosta ha ospitato
il Forum per una "Governance Mondiale".
Mikhail Gorbaciov e tutti gli altri personaggi di
statura internazionale che hanno aderito all'iniziativa
hanno posto come centrale il tema della individuazione
delle sedi per una politica sopranazionale che non
fosse la somma di quelle nazionali, per dare voce
e forma alla soluzione di problemi che il processo
di globalizzazione economica in atto propone in forme
assolutamente inedite. Lo sviluppo dell'umanità,
il divario tra nord e sud del mondo, la democrazia
e la rappresentanza
..
Le vicende di questi mesi hanno evidenziato quanto
non fossero astratte quelle riflessioni e quei ragionamenti.
In forme nettamente diverse, prima il G8 di Genova
ma soprattutto la tragedia dell'11 settembre di New
York hanno fatto comprendere a chiunque cosa fosse
la Globalizzazione e quanto gracile sia il futuro
dell'umanità, se le "formae mentis"
della politica, e di conseguenza le sue istituzioni,
restano quelle del secolo scorso: il novecento.
Il 1° Gennaio del 2002, con l'ingresso nelle nostre
tasche dell'Euro, è lì a ricordarci
che tutto questo è una realtà con cui
dobbiamo fare i conti, una realtà che determinerà
nuove regole economiche e modificherà la concorrenza.
Avremo l'opportunità di rivolgerci ad un mercato
più ampio, ma dovremo raccogliere la sfida
di confrontarci e di competere più da vicino
con soggetti nuovi.
Qualcuno potrebbe dire: "ma cosa interessano
ai bottegai queste considerazioni?" Le risposte
potrebbero essere diverse, ma la più forte
ritengo sia questa: i bottegai appartengono al secolo
scorso: il novecento. In questo secolo, anche l'attività
più piccola, ogni negozio avrà vita
perché sarà un'Impresa e chi la gestirà
non si sentirà un "bottegaio",
ma un imprenditore: una figura, cioè, che
saprà leggere correttamente "il mondo"
e che saprà rapportarsi autonomamente e complessivamente
con il mercato, un soggetto che saprà dotarsi
degli strumenti per avere questa autonomia e di
alleanze in grado di fargli reggere la competizione.
Qui entra in gioco la Confesercenti, che avrà
una funzione solo se saprà essere un'opportunità
capace di interpretare e di assumere questa ruolo
a 360°.
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La Valle
d'Aosta che vogliamo.
Un discusso spot di qualche anno fa basava il suo
messaggio promozionale sul termine "La Vallée",
abbinando l'idea, per il pubblico italiano, che
la particolarità del nome fosse legata al
fatto che ogni altra cosa che offriva "La Vallée"
era particolare, anzi, unica. Non è questa
la sede nella quale ha senso disquisire sulla qualità
e sull'efficacia di quel messaggio. Ma ho preso
questo come esempio per dire che, al di là
delle tecniche di promozione, questo non solo è
il messaggio che deve essere trasmesso, ma anche
e sempre di più: il prodotto che deve essere
confezionato.
A questo proposito credo debba essere fatta chiarezza
sui termini in quanto, specie il dibattito politico,
tende a "storpiare" l'approccio che abbiamo
in mente dividendo il tutto tra "amanti del
particolarismo" (quindi ottusi e chiusi al
mondo esterno) e avversi allo stesso (in quanto
filtro per non leggere correttamente le cose del
mondo esterno).
Non ci interessa questo livello di discussione,
in generale lo consideriamo strumentale e provinciale.
Non utile, allo sviluppo delle potenzialità
della nostra Regione. Sarebbe come dire che esiste
una risposta sola al il processo di globalizzazione:
accettarlo passivamente, accettare passivamente
di subire le sue regole e farsi colonizzare culturalmente.
Il dibattito a questo proposito è ancora
troppo immaturo quindi nelle mani degli estremismi:
Si Global - No Global. Il problema vero non è
questo.
Riusciranno a governare le ricadute e gli effetti
della globalizzazione coloro i quali sapranno mantenere
la propria autonomia di giudizio in modo da riuscire
a riconoscere, di volta in volta e sempre più
in tempo reale, (quindi in un sistema Valle d'Aosta
più semplice e veloce di quello di oggi),
quali saranno le opportunità economiche e
di sviluppo per la nostra particolare realtà.
Pensare globalmente e agire localmente è
lo slogan più efficace per definire questo
approccio. L'approccio di una comunità che
sa fare buon Marketing di se stessa e che, come
nel Marketing appunto, è capace di trasformare
i punti di criticità in punti di forza.
La Valle d'Aosta che vogliamo, quindi, è
una realtà culturalmente e tecnicamente all'altezza
della sfida in atto, in grado di vivere la competizione
perché capace di ottimizzare le proprie risorse
e le proprie particolarità, consapevole che
ci si colloca tra i primi posti in una delle tante
"Nicchie" che il mercato della globalizzazione
offrirà.
La Valle d'Aosta che vogliamo riuscirà nella
scommessa di trasformare le proprie particolarità
ambientali, culturali, sportive ed enogastronomiche
in risorse che sapranno trarre vantaggio, invece
che svantaggio, da un mondo sempre più piccolo,
veloce e comunicativo.
Per raggiungere questo obiettivo dobbiamo tutti
fare un passo in avanti dal punto di vista culturale:
commercianti, albergatori, industriali, agricoltori,
allevatori, artigiani, lavoratori dipendenti delle
Imprese, amministratori, politici, ma anche tutti
quelli che si sentono "spettatori", quelli
che si sentono "a posto", i lavoratori
dipendenti della pubblica amministrazione.
Ogni valdostano è una risorsa e può
essere, nel suo piccolo, un agente di questo sviluppo.
Guardiamoci meglio intorno, non stiamo inventando
nulla di nuovo. Non siamo circondati solo dai Mc
Donald's. Esistono realtà che hanno già
imparato questa lezione, poi ognuno fa gli esempi
che più gli piacciono e io faccio quello
delle Langhe, non solo perché ci sono affezionato
(ne sono originario), ma perché credo che
in quel modello vi siano tanti "ingredienti"
e diverse caratteristiche che sono anche nostre.
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Dalla Bottega
all'Impresa.
Dalla Bottega all'Impresa. Così la Confesercenti
ha voluto riassumere l'evoluzione di tante attività
e il cambiamento avvenuto negli ultimi trent'anni:
dalla sua fondazione a oggi.
L'Impresa, appunto, è un elemento sempre
più unificante che "lima" le differenze
tra le diverse categorie, a volte le mescola e le
rinnova. Imprese commerciali, artigianali, turistiche,
agrituristiche, di servizi hanno un comune denominatore:
sono Imprese. Secondo noi, queste "Imprese"
dovranno sempre più "fare sistema",
assumendo strategie di Marketing comuni per promuovere
"l'Impresa Valle d'Aosta". Per questo
motivo servono più autonomia e più
responsabilità.
Ancora una volta, la nostra Regione può diventare
un "laboratorio", dove sulla base di questa
necessità, potranno sperimentarsi forme innovative
e inedite di aggregazioni tra categorie, associazioni
e nuove confederazioni.
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Il nostro
obiettivo strategico.
Secondo noi, è venuto il tempo di pensare
a forme associative che non siano semplici fotocopie
di strutture nazionali; in quest'ottica abbiamo
ripensato e riscritto, qualche giorno fa, il nostro
autonomo statuto. Non si tratta ne' di distaccarsi
da esse, non è certo la nostra intenzione
perché andiamo fieri della nostra identità,
ne' si tratta di inventarsi qualcosa di "localistico"
a tutti i costi. Si tratta, invece, di prendere
atto delle nostre peculiarità numeriche e
ambientali. I numeri ci consigliano di metterci
insieme per essere più efficaci, l'ambiente
e la cultura ci dicono che esistono diversi comuni
denominatori per molte attività d'impresa,
siano esse turistiche, commerciali, artigianali
o agricole. Da questa base di riflessione dobbiamo
incominciare a ragionare e a ipotizzare innovative
forme o aggregazioni associative. Prima delle forme
però vengono le persone, gli operatori, i
loro reali obiettivi, la loro reale voglia di misurarsi
su scommesse avanzate per il bene e lo sviluppo
della comunità. Questo sentimento comincia
solo adesso ad avere un peso significativo anche
nel mondo associativo. Un mondo che negli anni passati,
in molte sue parti, è stato abituato a non
fare questo tipo di riflessioni e certamente a non
avere una sua progettualità, ma a limitarsi
a "chiedere delle cose" "borbottando"
se non arrivava subito e a rivendicare, talvolta,
qualche posto di sottogoverno in nome di "una
rappresentanza per le categorie".
Il nostro obiettivo dichiarato è quindi quello
di alimentare le riflessioni sopra esposte con chiunque
riconosce questa necessità nella nostra Regione.
Con umiltà e determinazione, promuoveremo
questo confronto chiedendo uno "sforzo di fantasia"
a chi non riterrà un gioco inutile immaginare
e discutere scenari nuovi per essere più
forti ed efficaci nel mondo di oggi.
Altre riflessioni, meno appassionanti, sul mondo
associativo valdostano le rimando più avanti.
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Promuovere
e rafforzare l'Imprenditoria diffusa per promuovere
e rafforzare la Valle d'Aosta.
Mi ha colpito un recente articolo di fondo sul
supplemento Nord Ovest del Sole 24 Ore, dove si
esprimevano preoccupazioni per i contraccolpi che
i rischi della recessione potevano comportare nell'area
torinese giudicata più debole di altre del
Piemonte perché abituata ad essere dipendente
dagli indotti delle grande industrie. Parte di quella
"provincia" (sinonimo di arretratezza)
è agli stessi livelli del mitico Nord Est,
ed esprime una quantità diffusa di piccole
imprese, di piccoli imprenditori che hanno più
capacità di resistenza, più malleabilità,
più capacità di sfruttare ogni "nicchia"
e quindi di rispondere meglio ad una situazione
di crisi, adattandosi con più efficacia e
facilità. Non voglio certo dire "piccolo
è bello" perché nella nostra
Regione le ridotte dimensioni delle Imprese sappiamo
essere un problema di non poco conto. Voglio dire
però che immagino il nostro futuro più
vicino a questo modello e che ritengo si debba investire,
in formazione e in incentivi verso questo tipo imprenditorialità
innanzitutto.
Diverse scelte infrastrutturali, importanti e giuste,
come la bonifica dell'area ex-cogne, possono centrare
solo parzialmente il loro obiettivo se disgiunte
da questa consapevolezza.
Mi sembra di sentire l'ironia di alcune obiezioni
secondo cui i valdostani non avranno mai le caratteristiche
sopracitate perché sono assistiti. Premetto
che ritengo questa affermazione, ahimè, giusta
per molti che sono privi di "spina dorsale",
in quanto hanno solo usufruito del benessere realizzato
da altri senza "soffrire" per ottenerlo.
Ma penso che si possa fare un esempio, tra tanti,
che invece dimostra il contrario: il moto di solidarietà
e di operosità che la nostra comunità
ha espresso in occasione della tragedia alluvionale
ce la dice lunga sulle potenzialità di lavoro
e di iniziativa esistenti. E' vero l'alluvione:
ha lasciato il segno, ma in quante altre zone d'Italia
di fronte a calamità di questa portata "ci
si è rimessi a posto" in così
breve tempo?
Abbiamo due modi per evidenziare questo aspetto:
uno è retorico ed autocelebrativo e può
servire a convincerci che non dobbiamo cambiare,
l'altro, invece, serve a riconoscere potenzialità
spesso inespresse, ma che vanno coltivate e indirizzate
nel verso giusto.
Esistono alcune iniziative imprenditoriali che ben
coniugano agricoltura, artigianato, commercio e
turismo: il nuovo Salumificio Bertolin è
uno di questi, alcuni produttori di vino, la promozione
della Fontina anche con le visite dei luoghi di
stagionatura
Ci sono tanti esempi piccoli
e grandi che ci indicano una direzione che paga
economicamente ed è in sintonia con la nostra
cultura e la nostra tradizione. Vi è un interesse
trasversale per la tipicità che è,
prima di tutto, un fenomeno culturale di massa.
All'esterno questa è buona clientela per
la Valle d'Aosta, al nostro interno, invece, costituisce
una base da ampliare sempre più, perché
le iniziative imprenditoriali in questa direzione
non rimangano eroiche esperienze isolate e, per
quanto apprezzate, a rischio.
In Europa una Regione come la nostra giocherà
la sua autonomia in proporzione alla sua capacità
di essere Imprenditrice di se stessa. E' una logica
conseguenza del federalismo. Sarà fondamentale,
insieme alla capacità di evidenziare il ruolo
della Montagna, sancire il riconoscimento del maggior
disagio che comporta fare impresa in Montagna all'atto
della definizione di regole che tendono ad essere
"spalmate" uniformemente senza distinzioni.
Senza entrare troppo nel merito, però, voglio
fare alcuni esempi per sottolineare da un lato che
si sta facendo molto, ma ancora con casualità.
Le campagne pubblicitarie di promozione della Valle
d'Aosta che invitano i turisti a soggiornare qui,
già da tempo propongono una Regione che non
è solo sci (Pista Rossa, Pista Nera, Pista
bianca e Pista Verde), ma l'efficacia nel tempo
di un messaggio pubblicitario passa comunque attraverso
la sua attendibilità: quindi il turista che
viene da noi, per i contenuti del messaggio, deve
poi ritrovarli tutti e devono essere ben visibili,
e questo non dipende dall'Assessorato. Dipende da
noi operatori e da una sensibilità diffusa
che porti tutti a lavorare per questo obiettivo.
Faccio un solo esempio per spiegarmi meglio: i nostri
Castelli. Sono state fatte delle ottime ristrutturazioni,
ad esempio Ussel e Sarre si sono aggiunti a quelli
già aperti, altre ristrutturazioni sono a
buon punto. Ma è la filosofia con la quale
li organizziamo che, secondo noi deve cambiare:
non possono essere solo Mostre e Musei. Almeno alcuni
devono diventare strutture vive: quale sede migliore
di uno dei nostri Castelli per un'Enoteca dove si
presentino i nostri vini? Perché non prevedere
spazi per inserirvi dei Ristoranti (che poi farebbero
da indotto per tutta la zona). Inserire spazi ed
eventi culturali ed enogastronomici di grande richiamo
ripetibili nel tempo. La ristrutturazione della
Fortezza di Bard sembra essere concepita in questi
termini, credo però che interventi più
modesti, ma ugualmente d'impatto, dal punto di vista
del richiamo, possano e debbano riguardare altri
siti.
La recente Legge 6\2001, di cui diamo un giudizio
positivo, e detta anche "Riforma del turismo",
nella parte dedicata ai Consorzi e alle AIAT, recepisce
e incentiva l'aggregazione tra i soggetti economici,
al fine di moltiplicare e ottimizzare le iniziative
di promozione, di offerta e di accoglienza. La nostra
associazione condivide questa strada perché
è coerente con le idee sopra esposte. Diamo
volentieri, quindi, il nostro contributo alla costituzione
delle realtà consortili perché riteniamo
siano uno strumento indispensabile per fare il salto
di qualità che ci serve. Con la stessa motivazione,
cioè per dare un servizio alle nascenti realtà
consortili, abbiamo aderito al Consorzio interregionale
Ingegneria del turismo Nord Ovest.
Con lo stesso atteggiamento i nostri rappresentanti
agiranno nelle AIAT che saranno rinnovate a breve.
In questo senso, altrimenti vanifichiamo il senso
delle riforme, è necessario agire perché
avvenga a questi livelli il "salto di qualità",
per cui la selezione e la scelta dei soggetti deve
rispondere a criteri innovativi e non a vecchie
logiche.
Con lo stesso spirito intendiamo contribuire nel
neo costituito Osservatorio Regionale del Commercio
e del Turismo, la cui istituzione era da tempo un'istanza
del mondo associativo.
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Una fase
di grandi cambiamenti legislativi.
A partire dalla legge 114\97 di "Riforma del
Commercio, (Decreto Bersani), che ha dato mandato
alle Regioni di applicarne e recepirne le indicazioni
in rapporto alle proprie caratteristiche, abbiamo
avuto un susseguirsi di Leggi che hanno profondamente
rinnovato il comparto.
· Legge Regionale 12\99 - Commercio in sede
fissa - Recepimento Decreto "Bersani".
· Legge Regionale 20\99 - Commercio su aree
pubbliche
· Legge Regionale 6\2001 - detta anche Riforma
del turismo o delle Apt.
· Legge Regionale 19\2001 sugli incentivi
alle attività commerciali e turistiche.
Cito anche Bed and Breackfast e Agriturismo.
E' indubbio che il Governo Regionale e in particolare
l'Assessorato Commercio, Turismo e Trasporti, hanno
agito con celerità e concertando, in questo
anche attraverso il Patto per lo Sviluppo, in modo
attivo con le diverse categorie i contenuti e l'impostazione
di fondo degli interventi.
Se oggi, quindi, ribadiamo alcune nostre proposte,
alcuni contributi migliorativi, lo facciamo riconoscendo
un quadro che valutiamo positivamente.
In particolare, per quanto riguarda la Legge 19\2001
sugli incentivi alle attività commerciali
e turistiche, l'allineamento con l'Europa, attraverso
l'ormai famoso "de minimis", crea grossi
problemi alle Imprese, in particolare a quelle turistiche.
Non è stata percorsa la via della notifica
a Bruxelles della Legge, ne abbiamo compreso le
ragioni, ma rimane tutta aperta la questione del
riconoscimento del maggiore disagio che comporta
fare impresa, commerciale e turistica, in Montagna.
Se la regola "de minimis" è giusta
in linea generale, sarà ancora più
giusta se accoglierà alcuni distinguo: uno
di questi è appunto "la Montagna".
Nello specifico ribadiamo alcune nostre proposte
migliorative:
Saldi: verificato che le date previste nella
Legge 12\99, (dal 10 febbraio al 31 marzo e dal
10 agosto al 31 settembre), si sono rivelate nella
maggior parte dei casi, inadeguate in quanto sia
i turisti che la vicinanza col Piemonte, che anticipa
di parecchio su di noi, condizionano il mercato
al punto che i nostri operatori corrono sistematicamente
ai ripari anticipando gli sconti con diversi escamotages,
la nostra proposta è quella di aprire un
tavolo per rivedere questa materia, ipotizzando
anche delle diversificazioni in diverse località
della Valle.
Centri Polifunzionali. Proponiamo di estenderne
la possibilità di istituzione anche ai comuni
con più di 3000 abitanti, verificando anche
se il tetto di uno per comune possa essere modificato
da un diverso criterio di valutazione. Condividiamo
l'idea che la creazione di "un'esperienza pilota"
potrebbe servire a tutte le realtà interessate.
Centri di Assistenza Tecnica (CAT). I Centri
di Assistenza Tecnica sono stati una delle condizioni
poste dalla Confesercenti per dare l'ok al decreto
"Bersani", il loro obiettivo, infatti,
è quello di dare Servizi di qualità
al piccolo commercio, (Marketing, ricerche di mercato,
business plain
), costi insostenibili per le
piccole attività, (la Grande Distribuzione
infatti non ha certo problemi a sopportare questi
costi e a farne largo uso). Pertanto i CAT devono
poter prestare realmente questi Servizi a costi
contenuti ma se noi agganciamo la loro contribuzione
al "de minimis" europeo non riusciremo
mai in questo intento e il CAT perde di significato;
per fare un esempio, la nostra associazione è
già in grado oggi di proporre questi Servizi
e questo tipo di Assistenza, il punto riguarda proprio
i costi, altrimenti ci siamo dotati di uno strumento
a cui non diamo i mezzi per compiere la sua mission.
La nostra proposta è quindi di fare una Legge
ad hoc e di richiederne la notifica in Europa.
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Tunnel
del Monte Bianco.
Quanti chilometri di ferrovia avremmo potuto costruire
se i danni prodotti all'economia nazionale e regionale
dalla ritardata riapertura del Tunnel del Bianco
non ci fossero stati? Più si va avanti più
la situazione non può che esasperarsi. Di
fronte a soluzioni come quelle di fare i turni di
senso con il Frejus non si può più
chiedere a chi ha tenuto "la testa a posto",
a chi ha ragionato e cercato di far "ragionare"
le proprie categorie senza cavalcare "tigri
demagogiche", che bisogna continuare così.
Denunciare una situazione "Kafkiana" non
significa più fare demagogia ma rifiutare
di farsi prendere in giro. Pertanto rifacciamo la
domanda: quanto ci costa questo tira e molla?
Il costo che i commercianti hanno dovuto subire
noi lo conosciamo ed è andato ad aggiungersi
ad una situazione già difficile di per se
e che è stata ancor più appesantita
dalla tragedia alluvionale. Molti hanno saputo soffrire
in silenzio non avendo altre alternative che resistere
e non potendo contare su paracaduti sociali assai
in voga in altre categorie (cassa integrazione
.).
Il rinvio del pagamento di qualche rata di mutuo
o di qualche altro balzello è solo stato
un pagliativo.
Ma tutto questo, a tragedia avvenuta a lavori da
fare, per restituire un impianto percorribile e
sicuro, faceva parte del gioco.
Oggi? Bisogna ancora tacere? Assistere passivamente
al balletto che il ministro italiano ha incontrato
quello francese, che quello francese ha riincontrato
quello italiano, che entrambi hanno convenuto che
si riaprirà la tale data ma che bisogna ancora
verificare che quel lavoro, o che quel collaudo,
sia stato fatto davvero ecc
In tal caso potrebbe
slittare
Finchè si capisce che in Francia
ci sono le elezioni e che quindi bisogna attendere
dopo, una decisione definitiva. Intanto fate i "turni":
un giorno avanti e un giorno indietro. Si perché
quando si rischia il nostro lavoro la nostra attività
noi siamo responsabili, mentre per calcoli elettorali
altri sembrano avere la licenza di non esserlo.
Abbiamo ribadito la nostra posizione fino alla
nausea e lo rifacciamo tuttora: siamo per una riapertura
del Tunnel del Monte Bianco nei due sensi di marcia
sia al traffico leggero che al traffico, regolamentato
e in condizioni di massima sicurezza, pesante. Siamo
favorevoli altresì che venga sempre più
incentivato il trasporto merci su rotaia e vediamo
di buon occhio tutte le soluzioni proposte, anche
a livello regionale (Aosta - Martigny), consapevoli
che queste soluzioni non riguardano l'oggi ma un
futuro non proprio vicino. Detto questo, siccome
non siamo dipendenti pubblici per cui aperto o chiuso
non cambia lo stipendio, per molti di noi questo
palleggio e questa altalena gioca con la nostra
possibilità di lavorare, di guadagnare (e
di pagare le tasse). Non sarà più
dovuto d'ora in poi, di fronte a questa situazione,
il nostro senso di responsabilità.
Uscire da questa emergenza è fondamentale
anche per creare condizioni di pacatezza nell'affrontare
il tema dei trasporti e dei collegamenti nella nostra
Regione. E' indubbio che il mix di aspetti negativi
è stato in questa fase all'apice: il problema
della ferrovia, i problemi dei mesi scorsi sulla
statale 27, gli utilissimi lavori di ampliamento
dell'aeroporto
A questo proposito riteniamo
questa scelta molto importante per lo sviluppo turistico,
a lavori conclusi la nostra regione disporrà
di un'infrastruttura utile e concorrenziale nella
competizione turistica.
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Il Patto per
lo sviluppo.
Il 17 Maggio 2000 i rappresentanti del Governo
regionale, gli Enti locali e le categorie economiche
hanno sottoscritto il Patto per lo Sviluppo della
Valle d'Aosta. Il Patto riconosce e da una veste
permanente al metodo della Concertazione tra le
parti sociali, ne definisce linee di indirizzo,
obiettivi e modalità.
La Confesercenti giudica positivamente il lavoro
svolto fino ad ora, soprattutto tenendo conto del
fatto che vi sono stati degli slittamenti nella
fase iniziale dovuti alla tragedia alluvionale dell'Ottobre
dello scorso anno. Gli effetti di quella tragedia
peseranno ancora notevolmente sul bilancio regionale
del prossimo anno inibendo risorse diversamente
utilizzabili.
Su singole problematiche esiste l'esigenza di andare
più "in profondità" ma questo
è un problema che riguarda le singole commissioni
di lavoro e che non coinvolge il Patto nel suo insieme.
Diamo atto alla Presidenza della Giunta, all'Assessorato
Industria, Artigianato ed Energia e al Governo regionale
nel suo insieme, di avere ben interpretato lo spirito
e il senso della Concertazione nel suo ruolo volto
a favorire l'incontro, il dialogo, la mediazione
in senso positivo, allo scopo di acuire le tensioni
e favorire lo sviluppo dell'intera comunità.
Certo non mancano e nemmeno cesseranno di mancare
delle contraddizioni, ma potremo superarle ottimizzando
il metodo e non mettendolo in discussione.
Recentemente è stato presentato un sunto
delle cose fatte e di quelle avviate ipotizzandone
i tempi di realizzazione. Mi preme oggi ricordare
solo per titoli gli aspetti non ancora toccati in
altre parti del mio intervento che ci interessano
da vicino e che fanno parte delle nostre istanze:
Lo Sportello Unico per le Imprese per il quale riteniamo
debbano essere velocizzati i tempi di istituzione
perché è uno strumento importante
di semplificazione delle procedure e di sburocratizzazione.
La realizzazione del Progetto del Piano d'azione
per lo sviluppo della società dell'informazione,
da cui passa una parte importante della modernizzazione
della nostra Regione e del rapporto, cittadini o
imprese e Pubblica Amministrazione.
La bonifica dell'area ex.Cogne, non solo nella parte
cosiddetta F8 inerente l'area commerciale, l'ingresso
dall'autostrada e i collegamenti previsti verso
il centro, ma l'intera area e l'impatto che avrà
sul capoluogo.
Gli interventi per l'innovazione e la ricerca, su
cui riteniamo importante che siano diversi i soggetti
da incentivare a prestare Servizi.
Le Politiche del lavoro e della formazione, a seguito
dell'approvazione del Programma Operativo Regionale
e degli interventi previsti, su cui anche qui si
gioca una parte importante della modernizzazione
della nostra Regione.
Le Politiche per il credito per ciò che concerne
il Polo creditizio.
Gli interventi legislativi in agricoltura per ciò
che riguarda i Dop, i metodi bilogici ..
La continuazione del processo di delegificazione
già a buon punto, verso la stesura di Testi
unici.
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La "Chambre".
Dopo un lungo lavoro, non tanto di elaborazione
ma piuttosto di sensibilizzazione e di maturazione
a tutto campo, sembra essere in dirittura d'arrivo
la reistituzione della Camera di Commercio nella
nostra Regione. Grazie anche all'apporto di Unioncamere
e del Dott. Ugo Girardi in particolare, da tempo
è ormai disponibile un testo che dispone
di un "vestito su misura" della "Chambre"
che tiene conto delle esperienze più avanzate
in Europa e delle peculiarità della nostra
realtà. Il testo propone tempi e modi di
istituzione della "Chambre" che tengono
conto della necessità di avere diverse fasi
di transizione prima di riconoscere la sua piena
e definitiva autonomia.
Avendo preso parte come Confesercenti ai lavori
del gruppo ristretto da cui è scaturità
questa proposta esprimiamo la nostra condivisione
e l'auspicio che i tempi di trasformazione del testo
in legge siano brevi. Consideriamo la proposta un
"compromesso di alto profilo" tra le istituzioni
regionali e il mondo associativo delle Imprese verso
la realizzazione di una parte importante del federalismo
economico.
Ci preme oggi evidenziare alcuni nostri timori nella
fase di realizzazione che potrebbero vanificare
parte degli sforzi fatti, che di seguito elenchiamo:
- La "Chambre" potrebbe rimanere una "scatola
vuota" a seguito delle "resistenze"
che le burocrazie regionali e parte del mondo politico
potrebbero attuare nella fase di realizzazione;
- Strutture già esistenti che la logica porta
a diventare "bracci esecutivi" della Chambre
(ad esempio il Centro Sviluppo) potrebbero assumere
una funzione direttiva.
- Le caratteristiche del primo Presidente della
Chambre, che il testo elaborato prevede debba essere
nominato dal Presidente della Giunta anziché
dal Consiglio della Chambre, dovranno essere davvero
"Super partes", di indiscusse capacità
nel curriculum professionale e imprenditoriale.
Una figura di "alto profilo" legittimata
a relazionarsi con tutti i soggetti associativi
presenti, con il Governo regionale ma anche con
gli "uffici" e quelle strutture della
burocrazia che dovranno condividere la cessione
di loro funzioni alla nascente "Chambre".
Una personalità in grado di interpretare
la delicatezza del ruolo in quanto "traghettatore"
dell'esistente verso una "Chambre" costituita
e operativa.
- Riteniamo che per centrare un obiettivo "storico"
come questo, che va nel senso della "Valle
d'Aosta che vogliamo" coerentemente col principio
di sussidiarietà e del federalismo economico,
in tanti debbano fare un passo indietro, consentendo
in questo modo che si realizzino gli obiettivi fondamentali.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte in questa
direzione. Facciamo appello alla "variegata
fauna dei posti di sottogoverno", ai "collezionisti
di nomine" di non inquinare troppo la schiera
dei pretendenti e di rivolgere le loro attenzioni
ad altre "poltrone", la cui occupazione,
da parte loro, arreca danni minori a quelli che
arrecherebbe se il governo della "Chambre"
fosse nelle mani di "Cencelliane" logiche.
Siamo certi, peraltro, della saggezza e dell'intelligenza
del Presidente della Giunta e siamo sicuri che le
sue decisioni andranno nella direzione giusta.
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Il brutto
anatroccolo è diventato una "gioiosa
macchina da guerra"
Durissimo è stato l'ostracismo che, fino
a tempi recenti, la Confesercenti valdostana ha
dovuto subire. Non erano pochi i soggetti che condividevano
una sorta di "conventio ad excludendum"
nei nostri confronti. Un patto che aveva come obiettivo
dichiarato il nostro "affondamento". L'avvio
tortuoso e inizialmente contraddittorio della nostra
esperienza valdostana ha ancor più dato fiato
a quelle trombe. Il tentativo permanente di delegittimarci
in ogni sede è stato pesante e odioso, e
non ancora del tutto sconfitto.
Questa esperienza non solo non ci ha fatto affondare,
ma ci ha reso più forti, ha temprato le nostre
membra e ci ha fatto capire quanto invece fosse
importante e dirompente, nella nostra realtà,
la presenza di un'associazione che rompeva certi
schemi con la sua sola esistenza, mettendo in discussione
"vecchie abitudini" e "automatismi"
consolidati.
Gli artefici di quella operazione hanno già
perso. Noi siamo qui, vivi e vegeti, in crescita,
dinamici e operativi, la nostra struttura è
competente ed efficiente e lavora sodo. Inoltre,
e non ce ne dispiace, siamo tutt'altro che isolati.
Collaboriamo proficuamente con altre associazioni
su problemi concreti, come ad esempio la campagna
di informazione e formazione sull'Euro che stiamo
gestendo con la Cna e con l'Adava e tuttora abbiamo
tuttora un patto federativo con la Libera Associazione
dei Mercanti Salassi.
Aggreghiamo più di 400 imprese del Commercio,
del Turismo e dei Servizi, abbiamo diversi sindacati
di categoria costituiti: l'Anva (Associazione dei
commercianti su aree pubbliche), l'Anama (Associazione
Nazionale Agenti Mediatori d'Affari), l'AssoArtisti,
l'AssoCamping, l'AssHotel (Alberghi), AssoNet.vda
(Associazione della New economy recentemente costituita
insieme a Cna), Avalon (Associazione valdostana
locali della notte), la Faib (Federazione Autonoma
Benzinai), la Fiepet (Federazione dei Pubblici Esercizi),
la Fiarc (Agenti di commercio), la Fiesa (Esercizi
alimentari), Assoturismo (che aggrega tutte le categorie
del turismo e il Crif (Coordinamento Regionale per
l'Imprenditoria Femminile). Sono inoltre in fase
di costituzione: Ancestor (Associazione dei centri
storici), il Fif (Federazione Italiana del Franchising),
Il Sil (Sindacato Librai e Cartolibrai), AssoViaggi
e altre ancora. Abbiamo una sede decentrata a Verres
e gestiamo uno Sportello territoriale a Chatillon.
Anche la nostra presenza organizzata nel territorio
comincia ad essere significativa: in alcune realtà
in particolare la nostra attività ha registrato
consensi incoraggianti.
Sarà un nostro obiettivo prioritario organizzare
la nostra presenza in realtà territoriali
dove abbiamo già contatti e associati che
si sono avvicinati a noi per tematiche diverse da
quelle del territorio (cioè usufruendo di
nostri Servizi o partecipando ai nostri Corsi
.).
Lo facciamo nel rispetto e integrandoci alle realtà
esistenti, quando ci sono, senza alcuna pretesa
strumentale, ma cercando di portare un contributo
di crescita. Adottiamo la stessa filosofia nelle
realtà consortili già costituite o
nascenti, poiché riteniamo che il ruolo delle
associazioni debba essere di aiuto e di sostegno
a queste esperienze. In questo senso plaudiamo a
iniziative come quella di Viale Conte Crotti di
Aosta e intendiamo contribuire al loro consolidamento.
Per questo siamo stati tra i fondatori, alcuni mesi
orsono, del Consorzio Interregionale Ingegneria
del Turismo Nord-Ovest, dove rappresentiamo la Valle
d'Aosta e di cui è previsto un intervento
oggi.
Ma la cosa che fa la differenza, il motore di questa
macchina, il suo cuore pulsante è, come si
usa dire, la Squadra. Il gruppo dirigente, le nostre
collaboratrici e i nostri collaboratori. Una "gioiosa
piccola macchina da guerra", appunto, che qui
ringrazio perché, come gli imprenditori e
i collaboratori intelligenti, ma anche come tanti
operatori del volontariato, danno sempre un po'
di più di quanto ci si aspetta. Tutto questo
non avviene per caso, poichè il collante
che lo rende possibile è l'ambizione di rendere
forte una realtà utile alle nostre aziende
e quindi all'intera comunità.
E' con grande soddisfazione, quindi, che, alla fine
di questa Assemblea inauguriamo la nostra sede regionale
di Via Parigi. Per noi rappresenta un salto di qualità
importante, un trampolino indispensabile per la
nostra ulteriore crescita.
E' bene spiegare ciò che ci differenzia da
altre associazioni di categoria: noi non associamo
la Grande Distribuzione, aggreghiamo solo i "piccoli".
Riteniamo che non sia possibile difendere e tutelare
gli uni e gli altri. Uno dei temi su cui molta parte
del nostro lavoro trova una sintesi, infatti, è
la valorizzazione dei centri storici, ma anche di
vie e quartieri, pensati e organizzati come Centri
Commerciali Naturali. E' inutile lamentare il problema
della sicurezza se lasciamo che i centri storici
e le vie muoiano commercialmente. Il commercio e
i negozi sono una componente fondamentale della
vita sociale. In tante nazioni, dove la modernità
è stata scambiata con la necessità
di far aprire nelle periferie "cubi di cemento"
e di svuotare di vita i centri e le vie delle città,
stanno facendo "marcia indietro" a tutta
velocità. Nel nostro paese siamo ancora in
tempo per evitare questo scempio, anche se ognuno
deve fare la sua parte: i commercianti in primis
devono rinnovarsi, fare più sistema e aggregarsi
in forme efficaci (comitati di via, consorzi
.)
per proporsi in modo attraente; gli amministratori
delle città devono creare le infrastrutture
indispensabili per l'usufruibilità reale
dei centri commerciali naturali (parcheggi, servizi,
incentivi, cultura
); e i cittadini-consumatori
devono comprendere e apprezzare la differenza e
riconoscerne il ritorno sociale collettivo, mettendo
anche questo alla voce "qualità e convenienza".
Vogliamo diventare più forti per dare gambe
a questo agire, riuscendo a creare sempre più
fatti concreti e andare oltre alla semplice evocazione.
Ho citato un aspetto "nobile" che ci differenzia
da altre associazioni come la Confcommercio. Noi,
comunque, abbiamo sempre auspicato la collaborazione
prendendo ad esempio le associazioni dell'artigianato
che sanno essere competitive dove bisogna esserlo,
ma altrettanto collaborative dove è utile
alle categorie che esse rappresentano.
Esistono alcune "nicchie" di collaborazione
e di dialogo oggi: tra le associazioni di benzinai,
tra gli operatori del commercio su aree pubbliche,
anche sul Natale aostano stiamo collaborando ed
è un piacere fare tutto questo. Tra operatori
ci si intende più facilmente e si attenuano,
se si vuole, le contrapposizioni; noi apprezziamo
e rispettiamo sinceramente tanti operatori e rappresentanti
con cui siamo lieti di collaborare. Ci sono mestieri
come il commerciante su aree pubbliche, il benzinaio,
ma anche il barista che deve tenere aperto il locale
13 ore al giorno quasi da solo
(operatori
che questa mattina non possono certo essere qua),
la cui fatica non è sufficientemente riconosciuta.
E' chiaro che i punti di polemica e di scontro con
Confcommercio non si riferiscono a posizioni relative
a questioni riguardanti le nostre categorie, giacchè
queste corretto terreno di confronto. Le differenze
sono altre e riguardano un modo di concepire il
rapporto con le istituzioni fatto di "corsie
preferenziali e\o amicali", ma soprattutto
un'occupazione di spazi che sono di tutti e non
solo di un'associazione. E' inaccettabile, infatti,
che la ConFidi commercianti sia gestita come una
loro appendice: la Regione versa più di un
miliardo e trecento milioni l'anno a questo consorzio,
considerato che sono soldi di tutti è giusto
che tutto il tessuto associativo partecipi alla
sua gestione. Eppure questa è una "trasparenza"
impossibile da ottenere. Certo la nostra presenza
oggi blocca certi automatismi per cui alcuni referenti
bancari una volta, insieme al modulo di richiesta
del mutuo ConFidi, facevano sottoscrivere anche
l'iscrizione a quell'associazione
.. facile
fare associati così, ma tutt'altro che corretto.
Su questo terreno abbiamo già avviato delle
iniziative di risposta, risposte concrete e inattaccabili
perchè al servizio delle imprese.
In generale riteniamo che nel sistema ConFidi, almeno
per commercianti e artigiani, anche alla luce dell'Europa,
si debbano riordinare molte cose, favorendo la competizione
tra diversi soggetti con l'obiettivo di migliorare
il servizio ai commercianti (celerità e buoni
tassi d'interesse).
Anche la recente costituzione del Centro di Assistenza
Tecnica, tra Confcommercio, Centro Sviluppo e (non
l'avreste mai detto), guarda caso, la ConFidi commercianti
rappresenta, ai nostri occhi, un'operazione discutibile
nella quale soggetti che dovrebbero essere "super
partes", questo in un certo senso vale anche
per il Centro Sviluppo, promuovono iniziative di
parte.
Ma l'aspetto più grave per noi è un
altro e non riguarda i nostri concorrenti ma altri:
la Cgil e la Cisl.
Prima però, è bene sottolineare e
ribadire, e forse opportuno farlo proprio adesso,
quanto gli esponenti del Governo Regionale, dell'Assessorato
regionale competente in particolare, come anche
degli amministratori del capoluogo abbiano sempre
mantenuto, non solo un ruolo di equidistanza e di
grande correttezza istituzionale e in molti casi
abbiamo agito per favorire processi unitari e di
dialogo. Plaudiamo questo modo di agire e chiariamo
che se oggi evidenziamo dei problemi, lo facciamo
con lo spirito e la disponibilità di chi
non intende tirarsi indietro a possibili soluzioni.
Il problema che voglio sollevare riguarda gli Enti
Bilaterali del commercio e del turismo.
E' bene premettere che questi organismi sono composti
dai rappresentanti delle Imprese e dai rappresentanti
sindacali dei lavoratori dipendenti e si finanziano
con una quota di versamento del datore di lavoro
e con una quota del lavoratore dipendente. Il loro
ruolo è quello di organizzare arbitrati tra
le parti, stipulare accordi, lavorare sulla formazione
degli apprendisti
. Gli Enti Bilaterali sono
previsti dai Contratti Collettivi Nazionali di lavoro
sottoscritti rispettivamente da Confesercenti e
da Confcommercio con le Organizzazioni Sindacali
Confederali. Nella nostra Regione, considerati i
numeri, la nostra associazione all'atto della sua
costituzione (quattro anni fa), aveva proposto di
entrare in quello già esistente costituito
da Confcommercio e Sindacati, in quanto, tra l'altro
molte nostre aziende vi versavano già i contributi.
La risposta a questa nostra richiesta in tutti questi
anni è sempre stata negativa, al punto che
nel febbraio scorso abbiamo proceduto alla costituzione
del nostro Ente a cui però ha aderito solo
la Uil. Cgil e Cisl, inizialmente con la scusa di
rilanciare la proposta di un Ente unico che non
è mai stata accolta e poi senza altre motivazioni,
non sono entrate. Il risultato è che a distanza
di mesi aspettiamo una risposta. Intanto i contributi
all'altro Ente continuano ad essere versati, le
nostre aziende e i loro lavoratori dipendenti non
hanno questo servizio e questa tutela con tutti
disagi che possono derivarne.
A fronte del perdurare di questo atteggiamento,
abbiamo concordato con la struttura nazionale la
possibilità di indicare alle nostre aziende
di non applicare il Contratto Collettivo Nazionale
di lavoro, essendo esso disatteso in parti fondamentali.
Il Contratto, tra l'altro, è sottoscritto
direttamente anche dai rappresentanti sindacali
valdostani.
La gravità di questa nostra decisione è
direttamente proporzionale all'atteggiamento di
latitanza che Cgil e Cisl hanno tuttora. Eppure
sono sempre i primi a chiedere il rispetto delle
regole, a "battersi per i più deboli".
Se per loro i lavoratori dipendenti che operano
presso i nostri associati sono di serie B, persone
con meno diritti, abbiano il coraggio di dirlo e
se ne assumano la responsabilità. Noi non
possiamo far altro che dirci sconcertati da un tale
atteggiamento di sudditanza verso altre associazioni
datoriali. Per carità, comprendiamo che i
versamenti del Casinò e dei suoi dipendenti,
(si perché il Casinò di St. Vincent,
che si appresta a diventare società a capitale
pubblico), al pari di un negozietto ha aderito anch'esso
a Confcommercio, (800 dipendenti: noi pensavamo
fossero un Industria!). Comprendiamo, per l'appunto,
che daranno ancor più mezzi economici all'altro
Ente, ma, che pur di non creargli problemi, si neghi
a noi, e alle nostre aziende, la possibilità
di prestare un uguale servizio, lo riteniamo semplicemente
inaccettabile. La nostra storia di trent'anni è
lì a testimoniare la nostra vicinanza a valori
che sono anche del sindacalismo. E' Vergognoso che
chi è erede di figure come Giuseppe Di Vittorio
o di Luciano Lama, si riduca ad un tale livello
di ipocrisia. Noi non possiamo far altro che riconoscere
al Sindacato Uil, nella persona di Raffaele Statti,
la coerenza e il coraggio di essere andato controcorrente
in una pagina certamente non edificante per la nostra
Regione.
Mi auguro che nella nostra prossima Assemblea potremmo
affermare di avere alle spalle questi problemi che
non sono egoisticamente nostri, ma della comunità
poiché riguardano le sue regole e il suo
funzionamento. La nostra sola ambizione, infatti,
è quella di agire per il bene delle piccole
imprese, commerciali e turistiche, coniugandone
gli interessi a quelli dello sviluppo e del benessere
dell'intera Valle d'Aosta.
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